martedì 10 aprile 2018

[TRADUZIONE IN ITALIANO] MIYAVI × HIGHFLYERS Vol.4 INTERVISTA 2018




Fonte originale e crediti:  highflyers.nu
Testo: Kaya Takatsuna / Foto: Atsuko Tanaka / Foto ritocco: Koto Nagai
Traduzione inglese di Nicki A. (@uchiakebanashi)
 
Non si possono realizzare sogni che non sono stati sognati. Coloro che hanno passione e determinazione, che sono generosi e sanno condividere la gioia con gli altri, sono quelli che riescono a raggiungere il successo.

Per la nostra ultima intervista con MIYAVI, siamo lieti di vederlo esprimere la sua visione riguardo le sue attività per il mondo, il suo metodo di apprendimento dello studio delle lingue straniere, la differenza tra il Giappone e il resto del mondo, e anche le cose che trova oggi essere indispensabili. MIYAVI, come ambasciatore dell'UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), ha potuto stare a contatto con i bambini che vivono nei campi dei rifugiati. Queste esperienze e il fatto che lui è padre di due bambine, gli ha reso chiaro quanto fosse importante imparare nuove lingue e l'etica per cui si possa evitare di creare conflitti in futuro. Abbiamo anche avuto occasione di ascoltare alcune sue riflessioni riguardo cose diverse tra cui il suo successo, le persone che lui crede abbiano più successo, e i sogni che vorrebbe realizzare ora.
L'istruzione è la cosa più essenziale nella vita. Il Giappone ha bisogno di più istruzione riguardo le lingue e l'etica delle diverse popolazioni. Con la speranza che i giapponesi possano aprire i loro orizzonti e assaporare i diversi sapori e culture degli altri paesi.


Qual è la cosa più importante per te come chitarrista?
Essere una cosa sola con la chitarra. È la base di tutte le mie esibizioni.

Pensi che il legame tra te e la tua chitarra cambi giorno per giorno?
Il legame è pressoché lo stesso sebbene ci siano stati momenti in cui non mi sono sentito una cosa sola con essa (ride). Ma non ricordo bene quel momento. Parlando di "diventare una cosa sola con la chitarra", è stato nel periodo in cui ho conosciuto BOBO, ho cambiato etichetta discografica con l'EMI e ho realizzato “WHAT’S MY NAME” (nel 2010), che mi sono sentito davvero unito ad essa. Di certo ho ancora strada da fare con la chitarra e anche con lo studio delle lingue, mi esercito tutti i giorni.

Parli così bene in inglese che sembra la tua lingua madre, sebbene tu abbia iniziato le attività all'estero soltanto in età adulta. Per quanto tempo ti sei esercitato con il tuo inglese?
Ho studiato davvero tanto (ride). Sono stato in america per 3 mesi quando avevo 25 anni, e quando ero lì, mi assicuravo di non uscire con nessun giapponese. Inoltre, ho creato amicizie con altri madrelingua. Alla fine, che si tratti della chitarra, calcio o dello studio delle lingue, tutto parte da quanta passione ci metti nelle cose.

Ora sei attivo sia in Giappone che all'estero. Quale diresti sia la differenza più grande tra il Giappone e il resto del mondo?
"Estero" comprende tanti paesi diversi. "Il Giappone è il migliore!" è la tipica cosa che dice chi non ha mai messo piede fuori dal Giappone. Penso che si possa dire "il Giappone è bello!" solo quando si ha esplorato il mondo e assaporato i diversi sapori e culture degli altri paesi. Noi giapponesi, viviamo una vita quieta e sicura in un paese ricco dove tutto è praticamente in ordine e le cose di poco conto diventano notizie (ride). Tuttavia, non dovremmo solo essere pronti a criticare, dovremmo anche essere grati nei confronti di coloro che hanno costruito questo paese, particolarmente ai nostri antenati e anche a coloro che lavorano sodo in prima linea.



Cosa ne pensi dei giapponesi di oggi?
Penso che dovremmo migliorare la qualità della nostra istruzione di base. Dopo essere stato presentato da Angie(Angelina Jolie), sto ora lavorando con i volontari dell' UNHCR, un'organizzazione conosciuta come Alta Commissione per i Refugiati in lavoro per le Nazioni Unite. Innanzitutto, per le persone che vivono in condizioni di vita e di morte nei campi per i rifugiati, le cose più importanti per loro sono necessità quali cibo, acqua, assistenza medica e buone condizioni sanitarie. Nonostante le loro circostanze, considerando comunque l'instruzione come la cosa più importante dopo queste necessità primarie. In Libano e Tailandia, ai bambini nei campi dei rifugiati, viene loro provveduta un'istruzione sulla filosofia e sulle morali da seguire. Questo non solo serve da investimento per il loro futuro ma può anche scoraggiare ipotetici conflitti futuri. Nonostante valga lo stesso per il Giappone, il Giappone non è ingranato molto con credenze religiose. Mettendo da parte il fatto che possa essere giusto o sbagliato, penso che i giovani di oggi non abbiano abbastanza istruzione su argomenti che possano formarli a livello umanitario. Inoltre, penso non ci sia uno studio approfondito sulle lingue straniere. Penso che si debba migliorare decisamente l'istruzione sulle lingue e sull'etica.



Hai mai pensato a cose del tipo "Se il mondo fosse più così"?
Sí, senza dubbio, come ad esempio un mondo senza conflitti. Non trovo assolutamente giusto andare in guerra per soldi o che i soldi siano al centro dei valori dell'uomo. E penso che tutto questo sia riconesso ancora una volta all'istruzione. Probabilmente è perché non ci sono state le opportunità di insegnare valori che ti premettano di vivere una "vita decente". Questo è un obbligo di noi adulti e per questo motivo, penso che si dovrebbe aumentare il salario dei docenti/educatori. Non si tratta di pagarli in base ai loro sforzi che impiegano nel difficile lavoro di formazione del carattere di una persona. La questione è tutt'altra, nel senso che questi bambini sono coloro che costruiranno il futuro dei loro paesi. Per me l'istruzione è la forma più importante di creazione. Dopotutto, questo è ciò che dovremmo insegnare ai nostri bambini ancora puri. Se insegnamo loro che va bene uccidere altre persone, è normale che poi le cose diventano così. È importante insegnare loro prima di tutto la definizione di vivere una vita felice anche senza avere niente. Se non lo facciamo, non diventeremo mai felici nonostante il tempo che passa.  


Tu hai due bambine. Qual è la cosa più importante quando si tratta di allevare loro?
La comunicazione. Parliamo davvero tanto. I bambini ci guardano sempre e loro sentono molto più di ciò che i genitori pensano. È solo che il loro vocabolario è ancora molto limitato quando si tratta di esprimere i loro sentimenti. Perciò dobbiamo provare a vedere dalla loro prospettiva e ascoltare cosa ci dicono. È anche importante spiegare loro bene le cose. Se trascuriamo quella parte, sicuramente si creeranno dei problemi da qualche parte. 

 

Sei davvero un padre grandioso, non è così?
In realtà posso passare molto poco tempo con loro, per cui sono molto preziosi i momenti in cui siamo insieme. Ci sono molti modi di allevare i bambini e penso siano incredibili i padri che tornano a casa alla stessa ora e fanno il bagno con i loro figli tutti i giorni.
Tuttavia, sono davvero felice di mostrare alle mie bambine il mio lavoro. Vengono ai miei spettacoli e ascoltano le mie canzoni. Sono molto felice di mostrare che il loro papà si guadagna da vivere facendo queste cose per il bene della famiglia e che il loro padre stia lavorando per rendere il mondo un posto migliore. 


Bene allora, cosa pensi sia importante per trasformare i sogni in realtà?
Avere dei sogni. Se non hai sogni, non puoi trasformarli in realtà. Devi avere il desiderio intenso di renderli reali e continuare a portarli avanti.

Allora, cosa intendi tu per opportunità? E cosa bisogna fare per non perdersi questa opportunità?
Le opportunità sono solo opportunità. Sebbene sia banale da dire, per non perdere alcuna possibilità bisogna essere pronti a coglierla.

Qual è la differenza tra una persona di successo e non?
Nonostante quello che diventerai, resta generoso. È qualcosa che anche io sto cercando di imparare. Penso che riuscire a condividere la propria felicità con gli altri e combinarla con la passione e determinazione, prenderà sicuramente forma in vari modi. E sebbene probabilmente tutti possono raggiungere successi a breve termine, per me il vero significato di successo è più che altro essere capaci di restare generosi, anche nello spirito.



Secondo te, chi è la persona con più successo?
Sono nonno e nonna. Ormai non ci sono più, ma sebbene non avessero molto, si amavano tanto l'un l'altra e hanno riso molto insieme fino alla fine. Penso sia una vita ideale e che sia anche la migliore. Non importa quanto ricco e famoso diventi, anche soffrendo e avendo persone intorno che si tolgono la vita, loro hanno continuato a vivere la loro vita lasciando il resto alla volontà di Dio. È ideale. 

Cos'è per te il “successo”?
Essere capace di sfruttare al meglio ogni secondo, essere in grado di morire con il sorriso sul volto.

Infine, dicci se hai sogni che ancora non si sono realizzati. E quando pensi potranno essere realizzati?
Sogni idealizzati... Penso sia avere un mondo libero dai conflitti. Ma bé, dove c'è la notte, c'è il giorno; ci sono uomini e ci sono donne; e dove c'è luce c'è oscurità. A volte, quando ci rifletto sú, da un punto di vista, onestamente ci sono delle parti di me che temono che il giorno non arriverá anche quando i conflitti saranno scomparsi del tutto. Eppure, desidero che suonando la mia chitarra, le persone smettano di litigare fra loro nel mondo, anche solo per un secondo, per creare un momento in cui si possa sentire per davvero la pace. In questo senso, quando suono la chitarra, le persone che ho davanti non sono in conflitto tra loro. Spero di esprimere questo alle persone e proveró a renderlo realtà fino al giorno in cui morirò.

Riuscirai di sicuro a realizzare il tuo sogno.
Lavorerò sodo.

sabato 3 marzo 2018

[TRADUZIONE IN ITALIANO] MIYAVI × HIGHFLYERS Vol.3 INTERVISTA 2018 



Versione originale in giapponese e crediti :  highflyers.nu

Testo: Kaya Takatsuna / Foto: Atsuko Tanaka / Foto ritocco: Koto Nagaii
Traduzione inglese di Nicki A. (@uchiakebanashi)
Traduzione italiana  @ comyv Italian Fc

Per la nostra terza intervista con MIYAVI, gli abbiamo chiesto di parlarci del suo stile di vita in America, e anche delle nuove sfide affrontate nelle vesti di attore, dopo essere entrato a far parte nel cast del film di Angelina Jolie, “Unbroken”. MIYAVI, il quale crede nell'esistenza di una potenza invisibile, è il tipo che non solo rivolge preghiere ai suoi antenati ma anche agli spiriti nei luoghi in cui tiene i suoi concerti. È inoltre, sua abitudine allenarsi per regolare la sua pressione sanguigna e la temperatura corporea. Proprio quando aveva stabilito il suo stile di vita, gli venne offerto il ruolo da Angelina Jolie nel personaggio del sergente giapponese, Mutsuhiro Watanabe nel film “Unbroken”. In quest'intervista MIYAVI  ha parlato del suo primo incontro con Angelina Jolie, della differenza tra essere attore  e musicista  e di quanto le sue attività con i rifugiati lo abbiano influenzato.
Nonostante abbiano caratteristiche simili, musicisti e attori sono diversi tra loro. MIYAVI gioca nel suo ruolo di musicista impiegando il 100% di sé ogni giorno.

Ormai vivi in America. C'è qualcosa che fai ogni mattina che faccia parte della tua routine quotidiana?

Mi sveglio la mattina, bevo acqua, faccio una doccia, un po' di stretching e alleno tutto il corpo usando manubri, la palla per gli esercizi, il tubo per gli esercizi ecc. Penso che cose come ingrassare e andare in palestra siano innaturali per il corpo. Viviamo In un'era in cui con un click ci viene tutto spedito a casa, mentre le persone in passato dovevano andare a caccia per mangiare. Fondamentalmente siamo in un'era in cui non c'è bisogno di muovere tanto il nostro corpo. Io mi alleno e faccio stretching ogni mattina per ristabilire la pressione sanguigna, la temperatura corporea, così come la temperatura nella stanza.

Ho sentito dire che passi molto tempo  dedicandoti ad attività spirituali.

Do le mie offerte ogni giorno, dopo essermi allenato. Di solito offro sake e acqua e una serie di muffin, biscotti, frutta e altre pietanze.  Per me stesso e sono sicuro che anche per i miei fan: la presenza di qualcosa, la sensazione di sentir battere forte il cuore; sono tutte cose che non possono essere percepite con i nostri occhi. Cose che sono divise dal nostro corpo e che vengono percepite come movimenti ondeggianti, pensieri e spirito, e sì esistono ma sono invisibili ai nostri occhi, e noi musicisti siamo coloro che con il nostro lavoro diamo forma a queste sensazioni. Noi siamo qui non perché siamo figli di Dio, ma è un dato di fatto perché abbiamo genitori e perché i nostri genitori hanno avuto altri genitori e così via. Questo dimostra come siamo tutti connessi in qualche modo, e non prego soltanto per questo, anche quando vado in posti a me poco familiari prego per gli spiriti locali e per la terra lì. È come se dicessi loro "Scusate per il disturbo" (ride).

Da quand'è che hai iniziato a sentire questi sentimenti?

Devo dire che questa sensazione è diventata più forte dopo le riprese del film "Unbroken".  Dopo la conferma della mia presenza nel film, ho letto libri riguardo persone che hanno avuto esperienze sul campo di battaglia, completamente pronti a morire. Appena prima e in seguito alla produzione ho avuto modo di visitare Yasukuni Shrine e ho pregato ogni giorno sul set. Già pregavo prima, ma il sentimento è iniziato a farsi sentire di più da allora.

Apparire in quel film  deve essere stato di grande impatto per te.

Certo. È stato qualcosa di grosso. Mi ha aperto molte porte, incluso conoscere Angie (Angelina Jolie). Ho avuto l'opportunità  di provare cose nuove. Quando moriamo, il nostro corpo non marcisce in un battibaleno? Inoltre non possiamo portare con noi il nostro status, prestigio o tutto ciò che abbiamo in possesso con noi nella tomba. Questo pensiero mi ha fatto riflettere seriamente e ho iniziato a pensare a cosa posso lasciare a coloro che verranno dopo in futuro, rendendo questo pensiero una missione di vita.


Sono sicura che il tuo ruolo nel film è stato davvero difficile. C'era qualcosa che eri riluttante a fare?

Sì, c'è stato. Prima di incontrare Angie, non ero sicuro di avere le giuste qualità o se fossi stato addirittura capace di recitare la parte. Mi sono anche chiesto perché mai avrebbero dovuto dare un ruolo del genere a qualcuno come me, che non ha nessuna esperienza professionale nella recitazione.

L'offerta per il ruolo è stata improvvisa?

Sì. Apparentemente, avendo capito la particolarità del personaggio, lei (Angelina) cercava qualcuno con carisma. Credeva che un musicista o una rockstar sarebbero stati più appropriati per il ruolo di una persona che intimisce e sopprime prigionieri catturati in guerra. È così che mi ha cercato su internet e mi ha fatto l'offerta. All'inizio ho esitato, ma quando venne a Tokyo e ci incontrammo per la prima volta, mi disse: "Questa è una semplice storia riguardo l'America e il Giappone. Non è una storia riguardo chi vince e chi perde. È una storia che descrive come una singola persona ha affrontato le sue difficoltà e i suoi trauma e come alla fine si è dimostrato forte abbastanza da arrivare a uno stato mentale in cui è capace di perdonare. Questa storia e per far conoscere la vita che ha vissuto, il percorso che ha intrapreso per arrivare a questo stato mentale coraggioso e compassionevole". Allora mi feci coinvolgere dal suo entusiasmo. Sebbene lo trovassi un ruolo da prendere con le pinze, il messaggio che esprimeva era importante. Ho pensato che avesse un profondo significato. Inoltre più di ogni cosa, volevo dare una risposta al suo entusiasmo, e così mi è stata concessa l'opportunità di una nuova sfida;  decisi di impegnarmi al massimo per cooperare con lei.  

Per comparire in un film di Hollywood a larga scala come questo, hai avuto un coach per lavorare sulla recitazione?
Yoko Narahashi, il direttore che aveva dato la parte a Ken Watanabe in “Last Samurai” e Rinko Kikuchi in “Babel”, è stata la mia maestra di recitazione e mi ha insegnato molte cose. Da lei ho imparato che "recitare non è recitare". Essendo musicista, esprimo il mio ruolo come MIYAVI ogni giorno al 100%. D'altra parte però per recitare devo svuotarmi completamente e lasciare me stesso in uno stato neutrale. Allora devo immergere il mio corpo nella persona che il mio ruolo rappresenta, e usare il mio corpo e la mia voce come mezzo di espressione. Questa esprienza mi ha insegnato che sebbene attori e musicista sono simili in quanto entrambi si esibiscono di fronte a delle telecamere, sono in realtà fondamentalmente diversi.



Sono sicura che non sia semplice immergersi completamente in una parte. Come ci sei riuscito tu che fin'ora hai avuto esperienze principalmente come musicista?

Ho due figlie e quando penso a come potrei proteggere la mia famiglia in quel genere di ambiente, sento che sarei disposto a tutto. Sono sicuro che le condizioni di guerra vadano ben oltre la nostra immaginazione, ma nella mia di immaginazione posso sentire l'odio del nemico e sono sicuro che avrei fatto qualsiasi cosa se avessero attaccato la mia famiglia o se avessero alzato una mano contro di loro. Ero sempre in quello stato mentale  durante le riprese ed ero ad un bivio. Inoltre,  tenendo in considerazione che il mio era il ruolo del villano, mi sono assicurato di prendere delle distanze dagli altri attori, con ciò sono stato capace di immergermi nel ruolo grazie a Angie, Yuko, il nostro direttore di fotografia, Roger Deakins (che ha lavorato anche per “The Shawshank Redemption”), e anche grazie alla meravigliosa crew del film. La leadership di Angie, l'entusiasmo e l'attitudine lavorare insieme epersonalmente con ogni singola persona ha davvero aiutato a far funzionare una storia del generericca di scene intense. Non solo gli altri attori erano brave persone, ma ho anche avuto la possibilità di essere presente in questa splendida atmosfera. È stato tutto molto professionale.

Pensi che la musica e il cinema siano due settori diversi?

In materia di creazione come passione, non c'è differenza nel cinema, musica o moda. Comunque, il cinema è un completo lavoro d'arte in quanto in essi sono incorporati anche musica e moda. Se includiamo la recitazione e i suoni nel mix, un solo film è una vera creazione fatta da varie arti. Fare film copre uno scopo più ampio in questo senso mentre nell'ambiente in cui si fa musica c'è un'atmosfera diversa e senso del tempo.

Sei stato influenzato da Angelina Jolie in qualcos'altro oltre che nel film?

Sono stato ispirato dalle sue attività e dal suo contributo verso le crisi dei rifugiati e sono andato io stesso ai campi di rifugiati in Libano e Thailandia. Ho realizzato di nuovo quanto sia lontano il mondo dell'entertainment e del divertimento da quello dei problemi globali quali la crisi dei refugiati e i conflitti. Prima di incontrare Angie, non sapevo della crisi dei rifugiati e nemmeno dell' UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees). Non avrei mai pensato in vita mia che nella mia carriera, avrei indossato il cappellino blu dell' UNHCR e che avrei fatto visita ai campi dei rifugiati. Mentre osservavo la situazione nei campi, pensavo a cosa avrei potuto fare per loro. Pensavo che già questo genere di attività andassero bene, ma abbiamo pensato che magari le cose sarebbero iniziate a cambiare se avessimo mostrato queste attività anche agli altri. Speriamo di guidare le generazioni più giovani in uno stile di vite in cui sia naturale aiutare il prossimo svolgendo attività simili. Ho iniziato anche a sperare di creare qualcosa da me, cose che includono il mondo; vorrei diffondere positività a coloro che sono disposti ad ascoltare i miei lavori.

Traduzione inglese di Nicki A. @onakabel @uchiakebanashi

sabato 27 gennaio 2018

[TRADUZIONE IN ITALIANO] MIYAVI × HIGHFLYERS Vol.2 INTERVISTA 2018 


Versione originale in giapponese e crediti :  highflyers.nu

Testo: Kaya Takatsuna / Foto: Atsuko Tanaka / Foto ritocco: Koto Nagaii
Traduzione inglese di Nicki A. (@uchiakebanashi)
Traduzione italiana  @ comyv Italian Fc


Dagli ostacoli affrontati alla Cerezo Osaka’s Junior Youth. Il momento in cui ha scoperto che la musica gli dava lo stesso entusiasmo del calcio. Quando ha imparato a suonare la chitarra. Quando se n'è andato a Tokyo fino a quando è diventato un artista solista.

Per la nostra seconda intervista con MIYAVI, gli abbiamo chiesto di parlare della sua infanzia fino al momento del suo debutto. Ha iniziato a giocare a calcio all'età di 7 anni e al fiorire del suo talento, venne selezionato durante il periodo delle scuole medie a essere membro della Cerezo Osaka’s Junior Youth. Sfortunatamente tutti i suoi sforzi furono invani perché dovette ritirarsi a causa di un infortunio. Il destino volle che MIYAVI si appassionasse così alla chitarra. Dopo l'improvvisa scomparsa di un suo coetaneo a cui era molto affezionato, fu spinto a lasciare casa per andare a Tokyo ed imbattersi nella band Dué le Quartz in una live house e venne invitato ad unirsi a loro. Sebbene la band andò avanti per 2 anni, il gruppo si sciolse per uno scontro di opinioni diverse. Così arrivò al suo debutto come solista. Dal suo incontro con la chitarra, l'asso di tempo dalle attività con la band a quelle da solista, MIYAVI ci dice la sua riguardo questi eventi.

Si trasferì a Tokyo dopo la morte di un amico. Dopo lo scioglimento della band, la sua prima esibizione da solista a Shibuya Town Hall fu un successo. Questi erano giorni in cui dovette fare i conti con la propria insicurezza.

Sei originario di Osaka. Com'eri da bambino?
Giocavo a calcio già dall'età di 7 anni. Ogni mattina mi svegliavo e giocavo a calcio prima di andare a scuola, durante la pausa pranzo e perfino dopo scuola fino a che diventasse buio. I miei genitori mi lasciavano fare quello che volevo e onestamente, quasi non ho mai avuto una fase di ribellione. Per quanto riguarda lo studio, penso di essere stato un bambino a cui piaceva imparare cose nuove. E come tutti tutti i ragazzi, ero interessato alle ragazze.


Il calcio era molto popolare in quel periodo, vero?
Si. Era nel periodo degli inizi della J-League. Mio padre all'inizio giocava a calcio e così dopo iniziai anche io, ma ne fui completamente preso quando venni scelto come capitano della squadra. Il momento in cui rincorrevo la palla e segnavo goal mi mandava letteralmente su di giri. La stessa sensazione che provo quando vengo ricoperto di applausi durante i live. Anche allora ero attirato da quella piacevole sensazione.

Dovevi essere davvero serio al riguardo, vedendo anche come eri membro del Cerezo Osaka’s Youth Team della J-League.
Il loro campo sportivo si trovava ad Amagasaki e dato che per arrivarci da casa impiegavo un'ora e mezza, appena finita la scuola correvo in stazione e mi cambiavo nel treno stesso. Facevo così e arrivavo comunque in ritardo. Inoltre, dato che è un campo per professionisti, ci sono le luci cosicché ci si può allenare fino a tardi. Finiti gli allenamenti, riprendevo il treno pieno di gente per ritornare a casa. Il giorno dopo andavo a scuola e così si ripeteva la giornata. Quando è così, non useresti anche tu il tuo tempo libero per dormire? Arrivai al punto che i miei amici iniziarono ad allontanarsi sebbene facessi ancora parte della squadra di calcio scolastica. Onestamente, è stata dura in quel periodo.

Le tue intenzioni erano quelle si diventare un professionista, entrando nel team della J-League
?
Si. Presi questa decisione proprio per diventare un professionista ma pian piano non riuscivo più a godermi il calcio. Quando ero in pausa dopo l'infortunio, cambiarono supervisore e cambiò anche tutto il resto. Non riuscivo più a tenere il passo e mollai tutto, anche emotivamente. Fino ad allora non avevo fatto altro che giocare a calcio, per cui quando smisi mi sentivo questo vuoto immenso dentro al cuore.

Sembra che quella sia stata la prima volta che tu abbia sentito un senso di frustrazione.
Immagino di si. È stato il mio primo ostacolo. Da lì io e i miei amici eravamo tipo "formiamo una band" e iniziò così. Afferrai per la prima volta una chitarra. Ricordo ancora chiaramente quando per la prima volta suonai Do Re Mi Fa Sol La Si Do con le mie mani impacciate. In quel momento, anche se ero solo un ragazzino, già potevo immaginarmi a esibirmi in un enorme stadio davanti a tantissime persone. Pensai "È questo ciò che voglio!". Dopodiché, iniziai a suonare la chitarra tutti i giorni pensando cose come "La chitarra mi aiuterà a cambiare?" o "La chitarra mi porterà da qualche parte nella vita?". Era entusiasmante e iniziai ad avere un po' di sicurezza in me stesso.


Da allora, come hai fatto a perferzionarti con la chitarra?
Suonavo costantemente da auto-didatta. È per questo che ho ancora qualche mancanza e francamente, coloro che hanno iniziato dalle basi sono un milione di volte più bravi di me. Comunque sia, non iniziai per diventare bravo, volevo solo colmare il vuoto che avevo nel cuore. Come quel vuoto era grande così ero consumato dal calcio. Sono uno a cui piace sorprendere e sconvolgere gli altri di natura. Per cui, poco a poco, attraverso la chitarra, desideravo entusiasmare e far battere i cuori di tutte le persone del mondo e così, condividere le stesse emozioni grazie alle mie esibizioni.

Quando suoni la chitarra, ti senti come se perdessi la concezione del tempo?
Si. Penso faccia parte della mia personalità. Fondamentalmente, quando si tratta di vestiti, cibo o anche di hobby, una volta che mi punto su qualcosa, mi ci focalizzo completamente. Anche quando si tratta di studiare una lingua o qualsiasi altra cosa, penso che non si smette mai di imparare.

Dopo aver messo mano sulla chitarra ed esserne completamente assorbito, qual è stato il primo passo affinché non diventasse solo un hobby ma qualcosa di cui vivere?
Ho iniziato a suonare a 15 anni, ma a 17 anni morì colui che mi mostrò il colore della musica. Lui non aveva sopracciglia, portava un taglio alla mohawk e aveva quest'aria inavvicinabile intorno. Era anche un tipo intransigente. Per me era come un fratello maggiore che mi ha permesso di ascoltare diversi generi di musica. Non mi è mai capitato di perdere qualcuno così vicino a me come lo era lui ed ero scioccato di come quell'esperienza e quel luogo mi siano sembrati dopo. Non volevo più stare lì così me ne andai a Tokyo.


Per cui, la morte di questo tuo "maestro" è ciò che ti ha spinto ad andare a Tokyo.
Lo decisi proprio quel giorno. Presi un autobus quella notte e arrivai alla stazione di Tokyo verso le 8 di mattina. Da lì, ci furono anche momenti in cui mi accampavo a dormire fuori. In quel periodo, dato che mi trovavo in quello stato, la live house mi accolse e lì conobbi molti amici. Diventai così membro della bandDué le Quartz. All'inizio non era mia intenzione farne parte ma i membri, che erano tutti 3-5 anni più grandi di me, mi diedero un caloroso benvenuto. Fu subito dopo la morte dell'amico che adoravo per cui, pensai che mi sarei sentito meglio con loro. 

E sei rimasto a Tokyo da quando sei diventato membro del gruppo.
Sono stato attivo nella band per due anni. Ho sempre pensato che saremmo potuti partire per il mondo se dovevamo farlo, ma era difficile condividere lo stesso punto di vista dei miei membri. Non solo nella band, ma anche nei gruppi e nelle corporazioni, credo che gli ideali siano la cosa più importante da avere dopo la coesistenza. Generalmente le persone hanno i proprio valori, ed è giusto voler rendere felici le persone di fronte a te, ma sopra a ogni cosa, sono dell'idea che sia significativamente importante avere uno scopo comune. Alla fine, sviluppammo diverse opinioni e ci dividemmo. Di conseguenza debuttai come solista.

Sai che significa sia stare in una band che essere solista, hai mai pensato cose come "Essere solista è meglio" o "È grandioso essere in una band"?
Entrambe le cose hanno i loro pro e contro. Da solista, tutto dipende da me, ed è dura, ma considerando che quando faccio qualcosa ci metto tutto me stesso, vale la pena farlo. In una band, avere due persone è meglio che averne 1 e 3 persone sono meglio di 2 per la chimica che potrebbe uscirne. In quel senso, essere in una band è divertente. Per quanto mi riguarda, sebbene lavori da solista, invece che fare tutto da solo, preferisco di gran lunga lavorare con molte persone incluso il mio staff e i produttori.

Nel periodo in cui suonavi nei Dué le Quartz, già c'erano i presupposti di diventare solista?
Dato che avevo molti fan che mi hanno supportato nei momenti difficili, iniziai a comporre pezzi per me appena subito si sciolse il gruppo. Per il mio primo spettacolo, mi sono esibito a Shibuya Town Hall, qualcosa che la band non riuscì a fare. Il secondo spettacolo fu all'aperto (a Hibiya Open-Air Concert Hall). La qualità era indiscutibilmente bassa, ma più di tutto avevo delle persone che mi aspettavano. Così continuai con molta voglia di fare e pensavo "Continueró il mio percorso anche se dovrò farlo da solo" e "Non importa in che modo, continueró a creare qualcosa che tratti di questo o quell'altro". Ripensandoci ora, penso si essermela cavata. 

Non avevi alcun dubbio quando debuttasti come solista?
Si, ne avevo. Fino ad allora, non ero mai stato così tanto al centro del palco e nella band non solo potevamo dividerci le responsabilità, ma se qualcuno non stava bene, qualcun altro riusciva a colmare le sue mancanze sul placo. Ma quando sei da solo, anche se hai dei membri che ti supportano dietro, tutto il peso resta comunque su di te. In tutto ciò, ero molto insicuro riguardo le mie doti canore. Sebbene dovessi gestire tutto da solo, in cambio ne ho guadagnato molto.

Un grazie speciale a @uchiakebanashi per la traduzione in inglese! 

mercoledì 6 dicembre 2017

[ TRADUZIONE IN ITALIANO ] INTERVISTA A MIYAVI e HYDE su rockinon2017





Fonte: rockinon.com

Traduzione inglese: VAMPS Canada ( Yumi) 
Traduzione ITALIANO: Maria Delizia 


“Ho imparato il significato di “orecchiabile”lavorando con diversi artisti nel nuovo album”- MIYAVI

Intervistatore (I): Mi chiedevo che genere di canzone potesse uscire dalla vostra collaborazione in “SAMURAI SESSIONS vol.2” e dopo averla ascoltata, è per davvero una canzone “orecchiabile” anche rispetto alle altre canzone dell’album.
HYDE (H): Huhuhu.

I: Vi siete esibiti con questa canzone allo scorso “HALLOWEEN PARTY” per la prima volta in pubblico.
MIYAVI (M): Ho incontrato HYDE un bel po’ di tempo fa...
H: Quando è stato?
M: Un po’ di tempo fa. Penso fosse in uno show televisivo, no? Oh e sei venuto anche alla mia festa di compleanno. Era il mio 30° compleanno, una festa caotica. (ride)
H: Si, è vero. (ride).
M: Qualche volta ci incontriamo in privato, ma è la prima volta che ci esibiamo insieme sullo stesso  palco. E “orecchiabile” è ciò che ho imparato creando questo album. Soprattutto, penso che ci sia stato da lavorare di più su “All My Life”rispetto alle altre canzoni. Ho riscritto il riff 3-4 volte. Mi sentivo come “Posso fare meglio di così” Per cui ho inviato il demo della canzone a HYDE qualche volta… e HYDE iniziava a dire“Mi piacerebbe creare una canzone che possa essere cantata intorno ad falò”. E io “Cosa? Non è quel genere di canzone”…
H: (ride).
M: Comunque, perchè un falò??
H: Suonare con una sola chitarra pensavo potesse essere cool. Come quando ho sentito il tuo CM di “au”, era fantastico. Per cui pensavo potesse essere piacevole esibirsi solo con la tua chitarra e la mia voce... Per questo ho pensato ad un fuoco. (ride)
M: Ho dimenticato di dirti durante la scorsa esibizione (all’HALLOWEEN PARTY), non sei davvero il tipo di stare davanti a un fuoco. Per cui ero “Di che sta parlando?” (ride). Poi gli ho chiesto “Che razza di immagine sarebbe?”. Dopodiché mi ha inviato un video con il demo di lui che cantava con una chitarra di fronte alla telecamera… Penso che se lo avessimo caricato su youtube, avrebbe fatto molte visualizzazioni. Ma ho anche pensato, c’era davvero bisogno di farne un video? (ride)
H: (ride). Pensavo che un video fosse più semplice da capire cosicché tu potessi vedere la progressione degli accordi.

I: Ho visto il commento di HYDE che è “Quando ho mandato la mia idea a MIYAVI, l’ha cambiata così tanto che è venuta fuori completamente diversa (ride)”.
H: Si.
M: Non è vero (ride)!
H: Quando gli ho inviato la prima lui disse “Cool!”, per cui pensavo che aggiungesse solo qualcos’altro di suo. Ma alla fine è stato aggiunto molto altro (ride). Tipo “Beh, gli accordi sono rimasti gli stessi”.
M: Sono rimasti la vibrazione e l’energia (ride)! Comunque, la mia “orecchiabilità” è stata una grande sfida per me. A causa del la mia personalità, non riuscivo a capire cosa si intendesse per “orecchiabile”. Però poi ho cambiato opinione, perché se si è orecchiabili si può arrivare al cuore di più persone, no? Ho pensato che era quello che dovevo fare. Ed è anche “Rock” come sfida. Dato che ho pensato a questo per “All My Life”, ho iniziato a pensare con un dialogo Zen, a cosa fosse orecchiabile e innovativo. Per esempio, per l’introduzione di questa canzone, posso iniziare con un suono “orecchiabile” ma anche con un “suono alla MIYAVI”. E pensavo a quale andasse bene per entrambe le versioni, cos’è nuovo, e cos’è orecchiabile. Dopotutto, dopo essere stato costipato, l’idea è venuta fuori (ride).
H: Ho ascoltato il processo di composizione qualche volta, e ogni volta ho pensato “la sua canzone sta per diventare la canzone perfetta”. E quando ho sentito come l’ha cambiata dal suono originale ho pensato “Oh, anche io pensavo che quella parte non andasse molto bene, come ha fatto a sistemarla così”. Alla fine, il suono era diventato più chiaro e potevo sentire “Oh lui vuole creare un suono che non abbiamo mai ascoltato prima”. Lui è un artista, dopotutto. Da qui ho capito il suo metodo nel creare la musica. Personalmente penso “Se la canzone è buona, allora va tutto bene”. Nel senso che va bene anche se la canzone assomiglia un po’ a quelle precedenti. Lui si comporta diversamente. Lui cerca di trovare il pezzo mancante di una canzone. Ho pensato, “Oh, è questo quello che mi manca” e ho imparato da lui.
M: …Quando parli si sente così tanto il dialetto Kansai..
H:…Anche a te (ride).
M: Non si addice con la tua faccia, è vero?
H: Anche a te (ride).


 (I): MIYAVI, tu dici, “Farò ballare il mondo con la mia chitarra”, e voi due vi state sfidando nello scenario della musica internazionale. Penso che la canzone “All My Life” sia nata perchè voi due avete una prospettiva di “come la musica può soddisfare a livello universale”.

MIYAVI (M): Hai ragione. Dopotutto, Il mio obiettivo e la mia missione si è definita gradualmente. Come, ad esempio, mi sono chiesto come posso rompere i muri dell’Oceano Pacifico. Con quel suono che non solo possa risuonare in ogni paese e far ballare le persone, ma una musica che possa soddisfare anche il mercato giapponese… Penso che la maggior parte delle persone abbiano rinunciato a provare a creare un suono del genere perché pensano che ci sia una richiesta diversa dal mercato estero rispetto a quello giapponese. Ma io penso “E’ davvero diverso?”. “O forse la domanda giusta è, perché è diiverso?”. Forse è più semplice per le compagnie e aiuta a vendere più CD.

Credo che, la risponsabilità di artisti come noi è di illuminare il pubblico. Più di ogni altra cosa non vogliamo sentire stranieri pensare “Cosa?
E’ questo lo stile giapponese? Davvero?” piuttosto, vorrei che pensassero “Oh!!! E’ fantastico!”. Penso che è difficile scegliere la parole giuste da condividere con le persone. Ad ogni modo, penso che, quando mi esibisco, la mia identità non è né giapponese né locale. Da questo punto di vista, ho offerto di fare queste collaborazioni ad artisti che riuscissero a capire il mio punto di vista.. l’ho chiesta a HYDE perchè i VAMPS e L’Arc-en-Ciel hanno suonato negli Stai Uniti e così via… L’ho incontrato per caso in uno studio a Los Angeles. Dopodichè ho iniziato a contattarlo.

HYDE (H): Io ho sempre visto cool MIYAVI e come uno di quelli che vuole competere nel mercato statunitense. Anche la sua famiglia si è trasferita a Los Angeles. Rispetto il suo comportamento, perché non è comune. E’ dura. Dopotutto, è difficile suonare tra Giappone e USA molto spesso. Certo, gli artisti giapponesi dovrebbero andare all’estero per esibirsi di più, ma abbiamo bisogno del potere di farlo. E MIYAVI lo fa. Penso sia rassicurante vedere i suoi sforzi. Inoltre, di solito dico di essere spiacente perché già impegnato, ma quando ho ricevuto l’offerta ho detto “ Una collaborazione con MIYAVI, non ho altra scelta… facciamola, se ciò mi permette di suonare con lui (ride)”. E’ un onore che me l’abbia chiesto. Mi sono sentito in dovere di fare qualcosa per questa collaborazione.

M: Grazie mille!

I: Cosa pensi che abbia lui che tu non hai?

H: …Io non ho niente! (ride)
M: (ride).
H: MIYAVI è davvero un bravo esibizionista ma anche un bravo chitarrista e un cantante cool… io non ho niente.
Provo solo a cantare bene…

I: Non penso che tu canti solo‘bene’ (ride).

H: Più che cantare, lui è incredibile!
Ho avuto modo di vedere che ha naturalmente buona intuizione.
M:…Mi metti in difficoltà a rispondere a questo (ride). L’esibizione all’HALLOWEEN PARTY fu scelta in particolare da HYDE. Tutto ciò che approccia lo fa in modo naturale. Penso sia la sua capacità. Io definitivamente non ce l’ho perché lui è più “spensierato”.
H: (ride).
M: Anche se è spensierato, non è affatto pigro.
Se ci hai fatto caso, molte persone sono state coinvolte nello show. A questo HALLOWEEN PARTY, c’erano molti dei suoi colleghi più giovani… perché quell’evento si è tenuto per tre giorni, giusto? C’erano così tante persone diverse che si sono esibite e hanno intrattenuto il pubblico ma sembrava così naturale. Io non penso di essere in grado di farlo. Certo, lui ha esperienza, ma penso sia parte della sua personalità di artista e di uomo. Perciò, ha potuto montare sù la sua carriera musicale. Ho notato le sue doti.

I: E’ come un artista di arti marziali che di solito non è in posizione di combattimento, ma assumere una posa naturale che è meglio per combattere?

M: Si, però uno di quelli spensierati.
H: Si, forse è questa la differenza tra di noi, perché sono sempre riuscito a sentire il suo spirito combattivo da lui. .
M: Non solo lo fa con naturalezza, ma non è per niente teso, è per questo che le perone sono legate a lui.
La sua compostezza è incredibile. Se io facessi così, penso diventerei pigro (ride).

I: Ma tu apri la porta in posizione di combattimento.

H: Assolutamente vero..
M: Penso che forse riuscirò a raggiungere la stessa spensieratezza con un po’ più di esperienza. Anche se mi sono esibito solo per poco a questo HALLOWEEN PARTY, grazie alla collaborazione con lui, sono riuscito a vedere quanto ampie siano le sue abilità. E vale lo stesso di come ho detto prima “come funziona in Giappone e all’estero”. Dovrò lavorare su ‘All My Life’ e le altre canzoni in futuro.
HYDE ha già avuto quella parte. E’ tosta. Perché lui sa cos’è orecchiabile e cosa funziona sulla maggioranza. Potrebbe essere espresso nelle sue parole “Se la canzone è buona, va tutto bene”, che è l’effetto orecchiabile in ‘All My Life’ dopotutto. Penso che non avrei potuto creare un riff orecchiabile se non mi fossi concentrato esclusivamente sull”orecchiabilità”. HYDE non mi ha mai detto che avrei dovuto creare canzoni più orecchiabili, è stata una mia intuizione. Ho pensato “E’ così?”, “Forse è questo”. Così ho cambiato il suono da solo.
H: (ride).
Era diventata davvero più interessante gradualmente, ero stupefatto. 



I: MIYAVI, di solito rispondevi all’intervista diROCKIN'ON JAPAN』con: “Di solito, se I musicisti giapponesi provono a competere nell’industria musicale statunitense, è come se provassero a giocare a baseball con e regole del Kendo”.

M: Si, nel senso è come se un giocatore di baseball giapponese provasse a colpire la palla con una mazza da Kendo. Se il battitore prova a colpire l’alzatore con una spade da scherma, il battitore è fuori, giusto?
Così è la musica giapponese. Delle persone che amano la “musica giapponese” la ascolteranno, ma non gli altri. Non li ascoltiamo nemmeno in radio.
H: Non hanno bisogno di musica dall’estero, perché ce n’è più che abbastanza negli USA stessi.

I: In questo caso, HYDE è l’unico caso dato che prova con le stesse regole del baseball negli USA.  


H: Comunque so che non bisogna essere nemmeno troppo diretti. Questa è la parte difficile.

I: Ma tu provi a colpire la palla con la giusta velocità, con le regole adatte e buone maniere.

M: se il battitore prova a colpire l’alzatore, non c’è gioco, giusto?
(ride). Se vuoi suonare musica logicamente devi seguire le regole del gioco. E allora puoi pensare a come suonare. Potresti usare una palla con una velocità diversa e colpire come Ichiro Suzuki. Penso questa sia un’idea simile a come l’ho pensata. Ci sono molti campioni forti, ma i giapponesi provano a colpire producendo un buon risultato. I giapponesi sono bravi a fare questo. E come artista, dovremmo imparare da ciò.

I: Okay, ultima domanda, avete creato insieme una nuova collaborzione con la canzone “All My Life” ma se ne avrete la possibilità, che genere di canzone vi piacerebbe creare in futuro?


H: Tutto sommato, mi piacerebbe  una canzone da falò…

I: Quella è una parte importante (ride).

M: Ma se la suonassino in versione acustica,  potremmo fare ‘All My Life’ durante un falò.
H: Davvero? Accendiamo un fuoco! (ride).


(C) Foto Vamps Japan/rockinon